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Ulysses

Talmente difficile ‘Ulysses’ di James Joyce – qualcuno potrebbe dire ‘incasinato’ – da costringere l’autore a vergare due ‘schemi’ rivolti agli amici che se ne interessavano perché meglio lo comprendessero.
Per Carlo Linati – il comasco che i comaschi colpevolmente hanno dimenticato – lo ‘schema Linati’, appunto, che il desso utilizzò anche per tradurne alcuni brani nel 1926 per ‘Il Convegno’.
Per Stuart Gilbert, che lo riportò successivamente nel suo ‘Studio’ sull’opera joyciana pubblicato nel 1930, ovviamente, lo ‘schema Gilbert’.

Per collegamento di idee, Noah Ackerman, il giovane ebreo sotto le armi e al momento in addestramento interpretato magistralmente nel 1958 da Montgomery Clift in ‘I giovani leoni’ – film classicamente ricavato dallo sceneggiatore Edward Anhalt dall’omonimo romanzo (con ‘Il nudo e il morto’ di Norman Mailer, il più riuscito lavoro letterario vergato negli USA sulla Seconda Guerra Mondiale) del grande e da me amatissimo Irwin Shaw – legge proprio l’Ulysses, all’epoca delle narrate vicende vietato negli States, e anche per questo incorre nelle reprimende dell’istruttore militare.
Che tempi!

Mauro della Porta Raffo

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