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Primarie PD per la scelta del segretario? Una vera corbelleria!
Create, demagogicamente e in stretta osservanza del ‘politically correct’, ad imitazione di quelle USA (peraltro, certamente, senza avere – oltre il sentito dire – alcuna vera conoscenza dell’originale), le cosiddette ‘primarie’ del PD, ove fossero usate solo ed esclusivamente per la scelta dei candidati, avrebbero pur sempre una qualche, minima, ragion d’essere.
Non così, invece e decisamente, se e quando utilizzate per l’elezione del segretario del partito (e, difatti, negli ‘States’, mai sono state – e a nessuno verrebbe mai in mente di farlo – indette a tal fine).
Essendo in buona sostanza ‘aperte’ (da noi mancano le ‘liste elettorali’ e non potrebbero, visto che si rivolgono agli elettori e non solo agli iscritti, essere quindi ‘chiuse’), le sedicenti ‘primarie’ PD coinvolgono nella scelta chiunque voglia e decida di partecipare al voto mettendo decisamente in minoranza proprio coloro – gli iscritti – che dovrebbero essere gli unici autorizzati ad esprimersi in merito.
Un solo inevitabile (voluto? parrebbe) risultato: il segretario in cotal modo eletto con quasi assoluta certezza avrà contro buona se non larga parte degli iscritti.
E non è d’altra parte vero e verificato il fatto che proprio questi ultimi – in buona sostanza esclusi dall’atto più significativo – diminuiscono a vista d’occhio?
Evviva!
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