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Pioniere

Siamo abituati.
Da lungo tempo, alle Olimpiadi come nei Campionati Mondiali di Atletica, in specie nei tremila siepi ma altresì nelle distanze piane superiori, i keniani vincono frequentemente.
Nei citati tremila siepi capita di sovente che occupino la maggior parte se non tutti i gradini del podio.
Ebbene, edizione di Tokyo 1964 compresa, mai un corridore dell’ex colonia inglese aveva riportato una medaglia d’oro a questi livelli.
Apripista – vocabolo perfetto al riguardo – fu Naftali Temu, primo bei diecimila ai Giochi di Città del Messico 1968.
Finisseur di classe, sconfisse i competitori con una volata conclusiva imparabile.
Da allora, mille i keniani (di differenti etnie, anche se i Kalenjin degli altipiani sono i più forti) vittoriosi o medagliati.
Certo, il loro Paese era uscito solo dal dicembre 1963 dal regime coloniale ma, con ogni probabilità, non sapevano di essere resistenti e capaci come pochi nella corsa sulle lunghe distanze.
Temu fu l’apripista.

Mauro della Porta Raffo

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2 Risposte
  1. I Kenyoti di ambo i sessi, dominatori delle corse dagli 800 m in avanti, sia su pista e/o terreni piani che su percorsi accidentati (sterrati, montagna etc) sono al 98% Kalenjin, delle varie sottoetnie. Chi può tentare di competere con loro sono gli Etiopi, fodamentalmente gli Amhara, qualche Eritreo, qualche Tanzaniano, Ugandesi, Rwandesi (di etnia nilotica Tutsi). Tolti gli Amhara, tutti gli altri sono Nilotici. Gente che vive (Amhara inclusi), cammina, corre sugli altipiani dell’East Africa dai tempi dell’apparizione dello Homo Sapiens. Tra i 2.000 ed i 4.000 slm. Grazie per la cultura sportiva, che ci trasmetti. Enzo Tosi.

  2. Qualcuno dice che gli africani in genere sono i migliori nelle corse perchè costretti a trascorrere la vita inseguiti da leoni

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