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New York 1950

1950, elezione del Sindaco di New York.
Vincent Impellitteri, indipendente, prevale nettamente.
Il candidato democratico Ferdinando Pecora arriva secondo.
Il repubblicano Edoardo Corsi è terzo.
Tutti e tre naturalizzati americani.
Tutti e tre nati in Italia.
Tutti e tre emigrati negli USA da bambini.
Erano i Quaranta (l’anno 1950 è ovviamente l’ultimo dei Quaranta appunto), proprio a New York, nella seconda metà, ‘anni italiani’ a tutti gli effetti.
Nel pugilato, Rocky Graziano e Marty Servo avevano conquistato e perso i titoli rispettivamente dei pesi medi e dei welter.
Dal 1947, calcava i ring cittadini facendosi strada il più grande fighter di sempre, Rocky Marciano, pronto a dominare il successivo lustro.
Nello stesso anno, debuttava l’avversario che fu il più vicino a sconfiggerlo, Roland La Starza.
Ancora nel 1947, era stato inaugurato il ‘Fiorello La Guardia Airport’ che l’ex Sindaco della ‘Grande Mela’ fece in tempo a vedere
(morirà purtroppo meno di tre mesi dopo).
Nel 1948, il mitico Pippo Di Stefano aveva trionfato al Metropolitan.
Ed è il 1950 l’anno del debutto nel tempio nuovaiorchese della lirica di Mario Del Monaco.
Invero, assolutamente italiani i due.
Nel baseball, Joe Di Maggio vinceva a ripetizione con i ‘New York Yankees’.
È infine (ma potrei continuare a lungo) datato 1948 il viaggio in Italia di Arthur Miller.
Cosa c’entra con gli italoamericani della ‘Grande Mela’?
Ecco, il drammaturgo seguiva nell’occasione da noi (arrivati a Milano, scesero fino in Sicilia) un amico che, avendo fallito l’elezione alla Camera dei Rappresentanti due anni prima perché i portuali nuovaiorchesi, per la maggior parte italiani, non lo avevano votato, pensava di farsi conoscere dai parenti di quei portuali nella loro (e sua) terra d’origine.
Si chiamava quel tale Vincent Longhi.
Corse per ‘American Labor’ e perse nuovamente.
Raccolse nel suo distretto – il dodicesimo – solo il sette e sette per cento dei suffragi espressi.
Ciò, malgrado tra i suoi sostenitori potesse contare anche su un altro ‘italiano’, nei Quaranta imperante in quelle bande.
Un certo Frank Sinatra!

Mauro della Porta Raffo