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Kamciatka

7 settembre 1787.
I velieri francesi Astrolabio e Bussola arrivano in Kamciatka.
Partiti da Brest l’1 agosto 1785, hanno viaggiato in lungo e in largo per gli oceani.
Li comanda Jean-Francois de Galaup, conte di Laperouse.
Ammiratore di James Cook, Laperouse è in missione con l’incarico di completare le conoscenze geografiche che all’epoca si avevano e di relazionare sulle possibili attività economiche da intraprendere nelle terre costeggiate da Pacifico e Indiano.
È stato il Nostro a Easter Island, alle Hawaii, in Alaska, ha esplorato le isole che oggi fanno parte della Columbia Britannica, ha raggiunto la California, è arrivato dipoi a Macao, nelle Filippine, in Corea, infine a Sakhalin, a Hokkaido, alle Curili.
Prima di ripartire – l’ordine ricevuto da Parigi tramite lettera era di arrivare alla Nuova Galles del Sud per verificare la possibilità colà di insediamenti commerciali – affida a Jean-Baptiste Barthelemy de Lesseps, partecipe della spedizione, le relazioni fino ad allora stese, le carte e le mappe disegnate.
Lesseps le porterà in Patria viaggiando per un intero anno tra Siberia e Russia.
È attraverso tale documentazione che conosciamo nei particolari il precedente lungo e fruttuoso commino di Laperouse.
Di lui, dei suoi uomini, dei due velieri, in seguito, poco conosceremmo se non per la testimonianza del capitano inglese Arthur Philip che nella spedizione del francese si imbatté il 26 gennaio 1788 a Botany Bay, Australia.
È appunto agli inglesi che Laperouse – che pensava di poter essere di ritorno in Francia nel giugno del 1789 – affida le ultime sue carte e relazioni.
Ripartiti, uomini e velieri sparirono nel nulla.
Inghiottiti dalle acque, si pensò.
Subito, già nel 1791, una spedizione partì alla ricerca.
Invano.
Fu nel 1826 che il capitano Peter Dillon scoprì l’arcano trovando tracce dell’Astrolabio a Vanikoro, una delle isole del gruppo di Santa Cruz.
Successive indagini, alcune recentissime, hanno portato alla identificazione, nello stesso luogo, dei resti anche della Bussola.
Con ogni probabilità, i velieri erano stati colà attaccati dai nativi e nessuno degli avventurosi esploratori era sopravvissuto.
A ben vedere, un superstite tra gli uomini di Laperouse ci fu: il citato de Lesseps, spedito in Patria dalla Kamciatka.

Mauro della Porta Raffo

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