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Gallatin
Dobbiamo a Mary Cassatt – pittrice di ottimo livello e prima tra gli americani a scoprire, amare e far conoscere ai concittadini l’Impressionismo – l’arrivo a Philadelphia dei dipinti di Monet piuttosto che di Manet, di Degas piuttosto che di Pissarro.
Nascerà sulle sue orme il fantastico Philadelphia Museum of Art.
Nascerà ovviamente altresì con l’aiuto e i lasciti di grandi collezionisti amanti dell’arte in genere se è vero come è vero che il citato Museo ospita capolavori non certamente in modo esclusivo collegati allo scenario impressionista francese.
Tra i collezionisti mecenati, importantissimo, Albert Eugene Gallatin.
Decisamente ricco, da giovane il Nostro si appassionò in specie a Aubrey Bearsdley e a James Whistler per diventare dipoi un amante delle Avanguardie europee e del Cubismo.
Trascorso un periodo espositivo nuovaiorchese (Gallery e in seguito Museum of Modern Art), dapprima prestò e in seguito destinò appunto al Philadelphia Museum of Art la bellezza di centosettanta significative opere.
Ma perché interessarsi particolarmente a questo signore?
Per via di un suo diretto antenato: nientemeno che il mitico ginevrino Albert Gallatin che, arrivato negli States verso la fine del Settecento, ricoprì incarichi politici e diplomatici di altissimo profilo nell’America dei primi decenni del successivo secolo.
Segretario al Tesoro dal settembre 1801 al gennaio 1814 – mai nessuno ricoprirà la carica tanto a lungo – farà parte della delegazione che tratterà e firmerà la Pace di Gand (Gent) che porrà fine alla Guerra del 1812.
Talmente importante Gallatin (gloria che gli svizzeri ignorano!) che fu in qualche circostanza in predicato per la Presidenza USA.
Come si vede guardando ad Albert Eugene, buon sangue non mente.