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D’accanto

Anni lontani

L’Alfasud, la Acclaim, la Montego, la Panda, le Fiesta, la Fabia…

 

 

 

Ci sono giorni e giorni.

Pel solito sereno e molto spesso allegro, capita che mi svegli come spezzato, con il cuore amaro e il pianto al ciglio.

Ore difficili, quelle che seguono, ore nelle quali, ovunque guardi, le figure di mia madre e mio padre si appalesano e il dover tirare avanti senza di loro è ragione e fonte di un quasi insostenibile dolore.

Mi muovo, cammino, allora, per rivivere, dettati dai luoghi, mille e brevi frammenti.

E’ questo, ho imparato, il trucco perché se, invece, a lungo mi soffermassi su un solo momento della nostra vita, troppo l’anima mia ne soffrirebbe.

Diverso il caso allorquando, solo, guido: d’accanto, sul sedile, uno di loro – lo vedo benissimo – mi fa silenziosamente compagnia.

Verrà, lo so, certamente verrà il momento in cui mi riuscirà di ricomprare la vecchia Alfasud che usavamo nei Settanta per i viaggi a Terracina e con la quale, papà vicino, sono rimasto ore ed ore imbottigliato a Livorno.

La Acclaim bianca che utilizzavo per recarmi a Casalzuigno su cui ogni autunno mio padre saliva per godersi nel breve viaggio i magnifici colori del Brinzio e della Valcuvia.

La Montego station wagon, e c’era anche mamma, con la quale nell’ottantotto andammo ad Ancona per il raduno dei Raffo.

La Panda, le Fiesta, la Fabia grigio scuro usate di domenica per andare con mia madre alla ricerca della tabaccheria aperta quando restava senza le sue Super col filtro…

Le metterò tutte insieme in un enorme garage e nei giorni più tristi mi siederò, l’una dopo l’altra, alla loro guida.

Mauro della Porta Raffo

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