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Ciro II di Persia e Thomas Jefferson
Profonda, la conoscenza degli antichi storici greci e romani da parte di diversi Padri della Patria americani.
Profonda e confrontata, dato che, al riguardo – come documentano Merle Curti e Francis Wilson in particolare – John Adams, Thomas Jefferson, James Madison, Alexander Hamilton e John Jay, nelle loro corpose corrispondenze, molto argomentavano.
Notevole, quanto alla scelta aperturista da lui attuata da Presidente in tema di pluralismo religioso, l’influenza che, appunto attraverso le indicate letture, ebbe su Thomas Jefferson l’imperatore persiano Ciro II.
Nel 539 avanti Cristo, il Nostro, abilissimamente approfittando degli aspri dissidi interni in atto, conquistò Babilonia.
L’anno dopo, con un provvedimento di rara bellezza (può un decreto, un provvedimento legislativo essere bello? Sì) e magnanimità, concesse agli Ebrei non solo di tornare liberi alle loro terre ma di ricostruire il Tempio a Gerusalemme.
Per fortuna, il terzo Presidente USA, delle idee del “re dei quattro quarti del mondo” (così Ciro modestamente si definiva) e del suo criterio quanto al potere ed al suo esercizio pensò bene di ereditare solo l’apertura in termini di appartenenza religiosa, ben differenti, altrimenti, sarebbero gli Stati Uniti e di conseguenza il mondo oggi!
Mauro della Porta Raffo
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