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Cesare Pavese

L’avessi avuto per le mani, Cesare Pavese non si sarebbe ucciso.
E non perché – come di getto mi viene alla penna – prima l’avrei eliminato io.
Era, invero, il Nostro quel tipo di intellettuale che da giovane definivo ‘mezza sega’.
Sempre ad interrogarsi.
Sempre dubbioso.
Sempre indeciso.
Sempre a soffrire.
Così ‘sensibile’.
Da prendere a calci, ecco!
Calci per raddrizzarlo.
Insomma, poeta, scrittore, straordinario traduttore…
Cosa diavolo voleva di più?
Le donne.
Già, le donne e l’amore.
L’avessi avuto per le mani gli avrei detto delle donne.
E di quanto sia necessario, indispensabile determinarsi con loro.
Avrei trovato le parole.
Avrei compiuto i gesti.
Che inutile, sciocchissimo spreco il suo andarsene volontariamente dalla vita.
Che idiota!

Mauro della Porta Raffo

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