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C’era un volta l’America

Ho passato tutta la vita a fare il tifo per gli americani, perché sono nato quando l’”impero del male” era l’Urss.

Andavo a vedere ‘Berretti verdi’ anche quando c’era il rischio di prenderle dai lottacontinuisti ed ero contento che il mio Paese fosse onorato, insieme alla Germania e al Giappone, di ospitare basi militari statunitensi.

Il figlio del fratello di mio padre si chiama come me, nome e cognome, ed è tanto americano da aver fatto parte della squadra olimpica Usa a Roma nel 1960.

Faceva lotta greco-romana e sconfisse il sovietico: lui con tutina stelle-e-strisce e quello, ovviamente, rossa.

Avevo dieci anni e vidi le Olimpiadi come ospite del campus americano.

Ho perfino una foto in cui sono abbracciato con Cassius Clay, amico fraterno di mio cugino e già paludato di medaglie (non si chiamava ancora Mohammad Alì).

Il marito della sorella di mio padre aveva nome Charles Riggio ed era presidente dei veterani americani: conservo una sua foto a braccetto con Dwight Eisenhower.

Potrei continuare e raccontare la metà ‘americana’ della mia famiglia, compreso mio nipote che è colonnello dell’Us Air Force.

Quando Reagan fece implodere l’Urss senza spargimento di sangue quasi piangevo di gioia.

Anche perché nel frattempo era diventato cattolico e vedevo realizzata la profezia di Fatima: la Russia si era convertita, Putin baciava l’icona della vergine Vladimirskaja, protettrice di tutte le Russie, di fronte al papa e, anzi, invitava quest’ultimo a fare lo stesso in mondovisione.

Ma già quando ho visto le due Guerre del Golfo qualcosa ha cominciato a non tornarmi.

Poi ho visto l’intero Medioriente destabilizzato, così come il Nordafrica e i Balcani.

Vengono, bombardano e se ne vanno senza finire il lavoro.

Tutti i luoghi da cui l’Europa si rifornisce di energia sono nel disastro e in preda al jihad.

L’Ucraina è in guerra coi russi.

L’ultima (maggio 2015): mentre i cristiani vengono massacrati dall’Isis, l’unico intervento ‘boots on field’ dei Navy Seals è avvenuto per far fuori quel capo jihadista che vendeva sottocosto il petrolio dei pozzi conquistati dal Califfato.

Infine, il vasto spiegamento di forze, denaro e propaganda per diffondere l’ideologia omosessualista nel mondo.

La geopolitica è la solita: impedire che si formi un blocco continentale ‘dall’Atlantico agli Urali’, questa volta economico, che tagli fuori le potenze marittime come – al solito – Usa e Gb.

Il famoso ‘esercito europeo’, ventilato a suo tempo nella Ue, è caduto sotto il veto americano, e i cosiddetti ‘alleati’ sono stati costretti ad abbozzare.

Così come ancora oggi fanno con le sanzioni contro la Federazione Russa, anche se ci rimettono soprattutto loro.

C’era una volta l’America della mia infanzia e della mia giovinezza. Quella dei cattolici John Wayne, Bing Crosby e Gary Cooper.

Quella della mia vecchiaia non mi piace più.

Rino Cammilleri

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