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Abiezione

Le medie?
Le ho cominciate quando la lingua straniera da studiare era il francese.
Quando si ragionava in francese.
Quattro anni (in terza mi hanno bocciato) e ovunque, non solo a scuola, imperava l’inglese.
È in quel lasso di tempo – seconda metà dei Cinquanta – che è cambiato il mondo.
La lingua d’Albione, per quanto sia quella di Shakespeare, è per essenza e definizione ‘minore’.
In qualche modo ‘volgare’.
Giusta per un mondo nel quale imperi il commercio.
In cui l’economia e l’interesse appunto economico prevalgano.
Che collochi in un remoto secondo o terzo piano la cultura.
Infinite le possibili dimostrazioni.
Definitiva quella riguardante i casinò.
Si parlava francese nel mondo dell’azzardo.
Non è dettata dalla nostalgia la ricordanza in tema.
Giacca, camicia, cravatta per gli uomini.
Eleganza, per le signore.
I giochi, rigorosamente ‘francesi’!
Poi, di colpo anche colà, i giochi ‘americani’ e i poveracci alle slot machine con gli zoccoli e le calze corte.
È da allora che non metto più piede in un casinò.
Me ne guardo bene!

Mauro della Porta Raffo

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